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«Tracce» di Novecento
SKU: 0317151160
D'Agostino Guido - Olivieri Ugo Maria - Rovinello Mario - Soverina Francesco
14,00 €

Isbn
9788849532579
Collana:
"La memoria narrata - sezione memorie e storia"
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Nr. Volume
3
Formato
17x24
Nr. Pagine
XII+180
Mese Pubblicazione
Gennaio
Anno Pubblicazione
2017

“Tracce di Novecento” sono quelle che colgono e riportano gli Autori-Curatori della presente raccolta in virtù degli sguardi incrociati lanciati su quello che si è voluto definire “il secolo breve”, compresso tra la rancorosa e vendicativa conclusione della Grande Guerra e l’abbattimento/caduta, tra mito e illusioni, del Muro di Berlino. Breve, viene da dire, il secolo ventesimo, ma di una tensione e drammaticità di intensità senza pari, e per questo impossibile da cogliere, applicando una unica visione, un solo sapere, e dunque al contrario necessariamente suscettibile di approcci multipli e multidirezionali. Di qui il proposito di affiancare a dei percorsi storico-tematici anche il cinema tra i linguaggi che toccano il letterario e ne sono contaminati ed anche come forma artistica in cui è più visibile lo “spirito del tempo”, ossia quell’essere contemporanei alla propria epoca che l’edizione di queste lezioni vuole trasmettere al suo pubblico privilegiato: i giovani che si trovano dentro le istituzioni della formazione. Ben consapevoli del fatto che la ricostruzione cinematografica di un avvenimento è operazione diversa da quella che si propone di compiere uno storico (il cui lavoro si compone delle quattro fasi di ricerca, analisi, interpretazione, giudizio) o un magistrato, va senz’altro riconosciuto il fascino esercitato, attraverso le immagini, dal linguaggio cinematografico (così come quello della letteratura), che può aiutare a coinvolgere chi, soprattutto tra i giovani, mostra poca simpatia e interesse nei confronti di una materia difficile quale la storia. Il cinema ha sempre svolto, in particolare nel corso del Novecento, una funzione essenziale per la tutela della memoria individuale e collettiva. I film, per dirla con Truffault, sono come “i treni nella notte”, che camminano e illuminano uno spazio e un tempo senza vita… Tutto ciò detto, è il caso di provare a indicare che gli sguardi incrociati di cui s’è parlato in principio, vogliono altresì essere anche una sorta di “percorsi guidati”, se non addirittura, sequenze di ‘spie’, di segnali luminosi che si accendono per dare la direzione, per così dire. Nelle mani di curiosi, fossero pure occasionali, come in quelle di avvertiti cercatori di spunti, e, appunto, di “tracce”, ma soprattutto di nostri tanti studenti (-i ed -esse, naturalmente), ci piacerebbe che risultassero accessibili, utili e persino importanti se non indispensabili. A loro, in effetti, soprattutto compete il “diritto alla memoria” e alle generazioni meno giovani il dovere di rendere possibile fruirne ed esercitarlo. Non sarà uno scambio ineguale, bensì una compensazione, una reciprocità di vissuto: non doveri contro diritti, insomma, ma proprio debito a favore di credito, ponendo la memoria al centro tra passato e futuro, tra esperienza e progetto. Questo lo spirito con il quale ciascuno di noi ha collaborato, ed esso merita, riteniamo, la risposta che ci attendiamo, dentro e fuori del mondo della scuola, che rimane tuttavia la stella polare del nostro impegno quotidiano.

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