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L’integrazione europea e gli adeguamenti istituzionali dell’apparato comunitario conferiscono alla circolazione dei modelli giuridici tra i diversi ordinamenti un significato che riguarda non solo la curiosità dei comparatisti, ma anche e sempre più investe direttamente gli operatori del diritto, che si trovano costantemente confrontati con soluzioni straniere da studiare ed eventualmente riprendere.
In questo contesto particolare attenzione va dedicata alle esperienze federaliste ed autonomiste, anche in vista della sempre maggiore diffusione di un sistema di governo basato su una pluralità di livelli (multilevel government). Per questo risulta importante studiare non solo i diversi ordinamenti nazionali, ma anche quelli substatali, che andranno a costituire un elemento sempre più importante nel sistema istituzionale dell’Europa di domani.
In questa prospettiva la tanto a lungo dibattuta crisi dei princípi comuni agli ordinamenti costituzionali europei diventa una crisi positiva, creativa di nuovo diritto, un’occasione per la ricerca di un rigenerato ius publicum europaeum, fondato su criteri, valori e parametri moderni. Il governo ripartito e la divisione verticale delle funzioni tra un numero crescente di livelli per la gestione della cosa pubblica obbliga lo studioso moderno a confrontarsi con soluzioni complesse ed articolate. Proprio per questo risulta indispensabile un approccio aperto agli stimoli culturali che l’Europa della comune cultura delle diversità propone.
La collana «Ius publicum europaeum» è stata pubblicata dal 1998 al 2015 per i tipi di CEDAM. Con l’anno 2016 è passata alla casa editrice Edizioni Scientifiche Italiane (ESI), mantenendo il nome originario.

Direzione:
Francesco Palermo (Università di Verona; EURAC Research)

Comitato scientifico:

Delia Ferri (National University of Ireland, Maynooth)
Justin O. Frosini (Università Bocconi, Milano e Johns Hopkins, Università di Bologna)
Tania Groppi (Università di Siena)
Giuseppe Martinico (Scuola Superiore Sant’Anna, Pisa)
Sabrina Ragone (Max Planck Institut, Heidelberg)
Ilenia Ruggiu (Università di Cagliari)
Roberto Scarciglia (Università di Trieste)
Roberto Toniatti (Università di Trento)

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