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Eccesso di potere e perdita del diritto nel sistema delle pene civili
SKU: 7417080170
Longobucco Francesco
17,00 €

Isbn
9788849533798
Collana:
"Quaderni della Rassegna di diritto civile"
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Formato
17x24
Nr. Pagine
144
Mese Pubblicazione
Luglio
Anno Pubblicazione
2017

La perdita del diritto è un tema nevralgico tra quelli classici. Ad oggi il fenomeno è stato studiato valorizzando la declinazione estintiva della buona fede oggettiva, in particolare riconducendolo tanto a una matrice negoziale (attraverso la fictio iuris della rinuncia tacita), quanto ad un comportamento oggettivo di «tolleranza qualificata» (attraverso una proposta di trapianto nel nostro ordinamento giuridico dellʼistituto tedesco della Verwirkung). Lo studio propone una rivisitazione in chiave critico-costruttiva di tali modelli, approdando a configurare la vicenda estintiva dellʼablazione coattiva della titolarità in chiave esclusivamente eteronoma ed eteroimposta, dunque epurandola da ogni legame soggettivo con la parte, e qualificandola come ipotesi di decadenza sanzionatoria c.d. impropria, avulsa cioè dallʼesistenza di un termine perentorio. La funzione punitiva connota le fattispecie sia legali (si pensi a quella paradigmatica in tema di «eccesso» di usufrutto), sia negoziali e autoimposte di perdita del diritto, queste ultime intese come unʼammissibile gestione negoziale dellʼeffetto estintivo, purché lecita e meritevole al fine di evitare possibili frodi alla disciplina della prescrizione, autonoma rispetto al mero effetto caducatorio, funzionalmente neutro, dellʼinadempimento risolutorio. Evitando cosí una facile fuga verso le clausole generali, la rimozione ex lege o ex voluntate della titolarità, quale sanzione civile irrimediabile vólta a tutelare il soggetto non sanzionato, ha come indefettibile presupposto applicativo la concreta ipotesi di eccesso di potere, intesa quale esercizio, abnorme e dunque fondamentalmente illecito, del diritto al di fuori dei limiti esterni della situazione giuridica reale o obbligatoria, da riscontrarsi attraverso un giudizio di tipo assoluto e non già relazionale dei comportamenti posti in essere dai privati. Essa prende dunque le distanze rispetto ai territori limitrofi, ma profondamente diversi, dellʼabuso del diritto contra fidem bonam, dellʼexceptio doli generalis, del mero risarcimento del danno ingiusto (eventualmente concorrente), ai quali tradizionalmente è ricondotta.

L'AUTORE
Francesco Longobucco, ricercatore confermato di Diritto privato nellʼUniversità Roma Tre, ove è altresí titolare dei corsi di Diritto privato, Diritto privato dellʼeconomia e Diritto dei consumi, ha conseguito, nel 2012, lʼabilitazione scientifica allʼesercizio delle funzioni di professore associato di Diritto privato. È autore di due studi monografici in tema di Violazione di norme antitrust e disciplina dei rimedi nella contrattazione «a valle» (Napoli, 2009) e di Rapporti di durata e divisibilità del regolamento contrattuale (Napoli, 2012), nonché di numerosi saggi e scritti minori anche in lingua inglese e spagnola.

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