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La protezione «umanitaria» e l’interpretazione «sistematica»

SKU: 9919194005
Autore:
Caterini Enrico
Estratto Rivista

Annali della SISDiC 3/2019
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31,99 €

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Il concetto di asilante (art. 10 cost.) è piú ampio di quello di rifugiato. Bisogna distinguere coloro che scelgono di appartenere ad una comunità di elezione da quanti vi approdano per uno stato di necessità. I primi sono destinatari dei processi di integrazione che conducono alla cittadinanza (art. 3 cost.). I secondi sono destinatari del «minimo vitale» di cui all’art. 2 cost. La norma del primo approdo non distingue i due scopi predetti. La protezione umanitaria è propria del «minimo vitale». Essa non può essere né speciale né eccezionale. Contiene la clausola generale «umanitaria». La legge non può mutare lo jus involontarium. La protezione umanitaria attua il principio personalista che il legislatore non può ridurre.

The concept of asylum seeker (art. 10 Const.) is wider than the concept of refugee. It is necessary to distinguish between those choosing to belong to a given community and those approaching it in a state of necessity. The former are the targets of integration processes leading to citizenship (art. 3 Const.). The latter are the targets of the «vital minimum» under art. 2 Const. The rule of first approach does not distinguish between said purposes. Humanitarian protection belongs to «vital minimum». It cannot be neither special nor exceptional. It contains the «humanitarian» general clause. Law cannot change jus involontarium. Humanitarian protection implements the personality principle that law cannot reduce.

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9919194005.pdf
Nr. Pagine
16
Formato
PDF
Isbn
9788849539448