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Muovendo dall’idea, sostenuta da Cappelletti in molte sue opere, che le regole del diritto processuale civile non possano essere studiate isolandole dal contesto sociale di riferimento, il lavoro si concentra su due rilevanti sviluppi del diritto processuale europeo, riguardanti l’impatto prodotto dall’art. 47 della Carta Europea dei Diritti fondamentali, entrata in vigore nel 2009, e l’evoluzione giurisprudenziale che negli anni ha interessato il principio di “autonomia procedurale”. In questa prospettiva, l’A. si concentra sul principio di effettività del diritto europeo, che talvolta si scontra con i differenti approcci processuali delle legislazioni nazionali e che costituisce un banco di prova della sfida dell’Unione di bilanciare l’uniforme ed effettiva applicazione delle proprie regole con le prerogative riservate ai legislatori nazionali in campo processuale.

Starting from the idea, expressed by Cappelletti in many of his works, that civil procedure rules cannot be analyzed taking the social context into consideration, the essay focuses on two important developments of European procedural law. Firstly, the impact produced by article 47 of the EU Charter of Fundamental Righs, which came into force in 2009, and the evolution that, over the years, has affected the principle of “procedural autonomy”. In this perspective, the A. focuses on the principle of effectiveness of European law, which sometimes collides with the different procedural approaches taken by the national laws. It constitutes a kind of test bench for the EU challenge of balancing uniform and effective implementation of EU rules with the competence of national lawmakers in the procedural field.
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