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L’acqua è essenziale alla vita umana. Pertanto l’uso e la distribuzione hanno direttamente a che fare con i diritti fondamentali. Inoltre l’acqua è una risorsa scarsa. Ciò dipende soprattutto da fattori geografici, ma entrano in gioco anche importanti elementi sociali ed economici: in particolare esiste una forte competizione tra le diverse categorie di utenti e l’interesse pubblico connesso con le diverse modalità di sfruttamento dell’acqua viene valutato in modo variabile nei differenti periodi storici. La vera sfida è quella di garantire alla società l miglior uso possibile delle risorse idriche, tenendo in debita considerazione tutte le posizioni giuridiche rilevanti. Ecco allora che la democrazia può giocare un ruolo fondamentale. In realtà, a prima vista, non è evidente il legame tra la corretta gestione delle acque e il principio di democrazia. La democrazia può sembrare un valore così «elevato» e di ampia portata da non poter essere coinvolto in attività concrete quali la gestione dell’acqua. Questo studio mira a dimostrare il contrario, cioè che il principio di democrazia può assumere primario rilievo nella gestione delle risorse idriche, perché può fornire strumenti giuridici adeguati a gestire (e possibilmente risolvere) le difficoltà che inevitabilmente sorgono dalla relazione fra diversi stakeholders. Piuttosto che esaminare compiutamente in chiave comparatistica il regime pubblicistico delle acque è opportuno circoscrivere a monte – per quanto necessariamente in modo più arbitrario – l’ambito geografico e l’oggetto dell’analisi. Per quanto riguarda il primo aspetto (l’ambito geografico dell’analisi), mi sembra particolarmente interessante prendere in considerazione alcuni ordinamenti europei che presentano evidenti affinità, sul piano dell’evoluzione storica, con quello italiano: mi riferisco, precisamente, ai sistemi francese e spagnolo, che sono accomunati dall’appartenenza alla tradizione romano-germanica. D’altro canto, la riflessione non sarebbe esauriente se non comprendesse anche esperienze di tradizione anglosassone; in questa prospettiva, mi soffermerò sull’ordinamento statunitense. Per quanto riguarda l’altro aspetto (quello relativo alla determinazione dell’oggetto dell’indagine), i profili rilevanti sono almeno tre. Il primo, prevedibilmente, concerne la possibile configurazione dell’acqua come bene pubblico, destinato al perseguimento di finalità connesse con la fruizione da parte della collettività. Il secondo profilo concerne il regime dell’utilizzo delle acque da parte dei privati. Il terzo e ultimo profilo attiene alle modalità dell’erogazione del servizio idrico. Ovviamente, questa tematica non potrà essere trattata esaurientemente; esaminerò, dunque, alcuni elementi estrapolati a scopo esemplificativo da alcuni degli ordinamenti esaminati, per verificare l’esistenza di eventuali convergenze o divergenze significative.

Water is essential to human life. Therefore its use and distribution are directly concerned with basic rights. In addition, water is a scarce resource. This depends mostly on geography, but also major social and economic factors come into play. In particular, there is strong competition between the different categories of users and public interest connected with the different modes of exploitation of the water may be assessed variably in different historical periods. The real challenge is to ensure the best use of water resources for society, taking into account all relevant legal positions. This is where democracy can play a key role. In reality, at first glance, the
link between good water management and the principles of democracy is not easy to see. Democracy may seem such a ‘high’ and far-reaching value that it cannot have a place in practical activities such as water management. This study aims to demonstrate the opposite, i.e. that the principle of democracy may take on primary importance in the management of water resources, because it can provide the legal means suitable for managing (and possibly solve) the issues that inevitably arise from the relationship between the various stakeholders. Rather than carrying out a thorough comparative analysis of public law regarding this resource, it is necessary to isolate – however arbitrarily – a geographical context and an object of analysis. As to the first aspect (the geographic scope of the analysis), it does seem particularly interesting to consider some European jurisdictions with obvious similarities, in terms of historical development, with the Italian jurisdiction, referring specifically to the French and Spanish systems, grounded in the Roman-Germanic tradition. On the other hand, these considerations would not be comprehensive without some mention made of the Anglo-Saxon experience, where the focus is on the US legal systems. As regards the other aspect relating to the determination of the object under examination, at least three relevant aspects may be identified. The first, predictably, concerns the possible configuration of water as a public asset, for the pursuit of purposes associated with its use by the community. The second concerns the regime of water use by private individuals. The third and last aspect concerns methods of water supply. Since this issue cannot be treated exhaustively here, this study sets out to mention some features as an example extrapolated from some of the legal systems examined, in order to verify the existence of any significant convergences or divergences.
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