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Gli effetti prodotti sulla procedura di consolidato nazionale dalla fusione per incorporazione di una consolidata nella consolidante con effetti fiscali retroagenti dall’inizio del

SKU: 9918390002
Autore:
Nocerino Ottavio
Estratto Rivista

Diritto e processo tributario 3/2018

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18,99 €

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La fusione per incorporazione della consolidata nella consolidante segna il passaggio da una condizione iniziale di aggregazione sul piano economico ad un’integrazione molto piú ampia e pervasiva che giunge a determinare l’effetto dell’unificazione soggettiva delle società coinvolte da cui consegue una determinazione unitaria ed indistinta dei risultati reddituali da queste (congiuntamente) conseguiti. Sul piano tributario, la fusione non produce alcun effetto interruttivo sul regime di consolidato fiscale nazionale in corso poiché la società incorporata (già consolidata) concorrerà alla formazione del reddito globale di gruppo fornendo un segmento del reddito complessivo indistintamente ascrivibile alla società incorporante che, in quanto consolidante, confluirà integralmente nella determinazione del reddito complessivo globale di gruppo. Con riferimento alla possibilità di riporto delle perdite pregresse e delle eccedenze degli interessi passivi, l’operazione di fusione tra società aderenti al medesimo consolidato non consente di conseguire ulteriori vantaggi rispetto a quanto lo specifico regime ordinariamente consente. Da tale considerazione consegue che la disciplina antielusiva in materia di limitazioni all’utilizzo di perdite ed interessi pregressi non debba operare ancorché sul punto l’Amministrazione finanziaria, con riguardo alla possibilità di riporto delle eccedenze degli interessi, ha manifestato un orientamento contrario che, sebbene non condiviso, lascia irrisolte alcune criticità.

Merger by incorporation of the consolidated into the consolidating marks the transition from an initial condition of aggregation on an economic level to a much broader and more pervasive integration that leads to the effect of the subjective unification of the companies involved, from which is achieved an unitary and indistinct determination of the income results from these (jointly) achieved. Merger does not produce any interrupting effect on the current national tax consolidation regime since the incorporated (already consolidated company) will contribute to the formation of the group’s global income by providing a segment of the total income indiscriminately ascribable to the acquiring company which, as consolidating company, will be fully included in the determination of the overall global group income. With reference to the possibility of carrying forward previous losses and excess interest expense, the merger between companies belonging to the same consolidation does not allow to achieve further advantages compared to what is normally allowed by this regime. From this consideration it follows that the antiavoidance discipline in the matter of limitations on the use of losses and past interests should not operate even if on this point the Financial administration, with regard to the possibility of carrying over the surplus of interests, has expressed a contrary opinion which, although not shared, leaves some critical issues unresolved.

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