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«Quod nullum est nullum producit effectum »? Considerazioni sull’azione di nullità nel processo amministrativo

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Autore:
Giordano Andrea
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49,99 €

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Il tradizionale adagio per cui «ciò che è nullo non produce alcun effetto» è sotteso alla catena logica che dall’assunta incapacità dell’atto nullo di produrre alcun effetto fa scaturire la negazione dell’autotutela della p.a. avverso un atto nullo, la sussistenza della giurisdizione del solo giudice ordinario, la natura dichiarativa dell’azione di nullità e l’idoneità della relativa sentenza ad accertare, ma non anche a costituire o, comunque, ad innovare. Se la richiamata impostazione collimi con il dato empirico per cui il provvedimento nullo è, come quello annullabile, giuridicamente esistente e, quindi, comunque idoneo a fondare rapporti di diritto sostanziale e, così, tale da ingenerare, nel privato e nei terzi, uno stato di affidamento legittimo è il quesito da cui muove l’indagine dell’A., che tenta di modulare natura e caratteri dell’azione di nullità alla luce del principio di tutela effettiva. L’ottica della valorizzazione dei ‘risultati’ materiali dell’atto nullo conduce al superamento di un’azione di nullità sagomata sullo schema di una tutela soltanto dichiarativa, verso un’impostazione rispettosa del concreto ‘bisogno di tutela’ della parte ricorrente. In particolare, la necessità che, in determinate circostanze, alla funzione di ‘accertare e dichiarare’ dell’azione di nullità si unisca quella di ‘costituire’ e, segnatamente, di rimuovere gli effetti del provvedimento nullo induce a prospettare soluzioni de jure condendo, sulla scia dell’esperienza processuale tedesca, nonché già in jure condito, soprattutto alla luce degli artt. 34, c. 1, lett. c) ed e), e 55, c. 1, del codice del processo amministrativo. L’applicazione anche all’azione di nullità di alcuni degli orientamenti pretori in tema di annullabilità e la rigorosa osservanza dei principi processuali – segnatamente il «contraddittorio tra le parti» e la «corrispondenza tra chiesto e pronunciato» – consentono di meglio ancora allineare il contenuto dell’azione di nullità all’interesse a ricorrente della parte, così avvicinando il giudizio amministrativo al principio di effettività.

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