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L’autrice analizza le norme che disciplinano l’interruzione del processo e gli interessi che l’istituto è deputato a tutelare. Focalizzando l’attenzione sulle vicende modificative ed estintive che interessano gli enti collettivi, dà conto dell’evoluzione giurisprudenziale in materia e offre elementi atti a suffragare la tesi, già sposata da taluna dottrina, secondo cui deve essere esclusa l’operatività dell’interruzione allorché nel corso del giudizio si verifichino dei fenomeni successori. Trattandosi di eventi voluti e programmati dalle compagini sociali nessuna minaccia è, infatti, ravvisabile in termini di effettività del contraddittorio e di diritto di difesa. L’autrice analizza poi le vicende menomative che colpiscono il legale rappresentante della persona giuridica, degli enti di fatto o degli “enti di gestione” chiarendo, di volta in volta, le ragioni che consigliano di ritenere non invocabile la disciplina di cui agli artt. 299 e ss. c.p.c.

The author analyzes the rules governing the interruption of the civil proceedings and the interests protected. She focuses on events of collective entities, she analyzes the decisions of the relevant case-law and she offers information necessary to support the view, already proposed by some authors, that the rules regarding the interruption does not apply when during the proceeding occurs universal succession. The adversarial principle and the right to defense are not infringed if the events are programmed. The author, then, analyzes the events that affect the legal representative of collective entities and she explains the reasons why not to apply the rules of the interruption of the civil proceedings.
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