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Il patto marciano e il contratto di leasing: un’occasione mancata. Note a margine di Cass. n. 1625/2015

SKU: 9915382011
Autore:
Napolitano Angelo
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Nel caso di specie, la Suprema corte, decidendo su di un ricorso proposto avverso un decreto di rigetto di un’opposizione allo stato passivo proposto da una società di leasing, con il quale i giudici di merito si erano pronunciati per la nullità di un contratto di sale and lease back immobiliare per violazione del divieto del patto commissorio, attesa la presenza di indici fattuali che facevano ritenere che ci si trovasse dinanzi ad un trasferimento immobiliare con causa di garanzia (insolvenza della società venditrice, sproporzione tra il valore del bene e il prezzo, inferiore al primo del 30%, utilizzazione del corrispettivo al fine di estinguere i debiti d’impresa sussistenti in buona parte verso lo stesso gruppo bancario cui la concedente apparteneva), ha cassato con rinvio il suddetto decreto, in quanto i giudici di merito non avevano dato la giusta rilevanza alla presenza, all’interno del contratto di sale and lease back, del patto marciano, che consente di evitare che, in caso di inadempimento nel pagamento delle rate da parte dell’utilizzatore, quest’ultimo perda definitivamente un immobile, già trasferito alla società di leasing, di valore superiore rispetto all’ammontare del suo residuo debito. Di conseguenza, sembra tramontare la rilevanza della differenza tra vendita a scopo di garanzia e vendita a scopo di leasing, in quanto anche la vendita a scopo di garanzia sarebbe lecita purché il meccanismo di escussione della garanzia sia regolato da un patto marciano, che assicuri l’equivalenza tra valore del bene di cui si approprierebbe il creditore e ammontare del credito residuo rimasto insoddisfatto in séguito all’inadempimento del debitore.

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23
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