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Gli immigrati di seconda generazione e lo status civitatis

SKU: 9918162006
Autore:
Coletta Gianpiero
Estratto Rivista

Rassegna di diritto pubblico europeo 1/2018

Issn
1722-7119
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37,99 €

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In Italia non sono pochi gli immigrati di seconda generazione, ossia i figli degli stranieri che, nati nel territorio dello Stato o arrivati nella nostra penisola in tenera età, seguono lo stesso percorso formativo dei figli dei cittadini. Dalla legge n. 91/1992 emerge che, sino al compimento dei diciotto anni, tali soggetti godono dei medesimi diritti dei minori italiani, ma, una volta raggiunta la maggiore età, incontrano serie difficoltà nell’accesso alla cittadinanza. In realtà, il Governo e la magistratura ordinaria hanno interpretato il dato legislativo in maniera più elastica. Tuttavia, per agevolare l’acquisto della cittadinanza da parte degli immigrati di seconda generazione, è necessario modificare la legge del ’92 e superare ogni equiparazione tra l’essere cittadini e l’avere sangue italiano. Nel corso della XVII legislatura alcune proposte di riforma della legge hanno previsto misure dirette ad agevolare l’accesso allo status civitatis per gli stranieri che sono nati in Italia e per quelli che vi hanno fatto ingresso in tenera età. Nessuna di queste iniziative ha, però, avuto successo e saranno, quindi, le nuove Camere a decidere se continuare a ignorare le ragioni degli immigrati di seconda generazione o agire diversamente.

In Italy there are not a few to second generation immigrants, i.e. the children of foreigners who were born in the territory of the State or arrived in our peninsula in tender age, to follow the same path of formation for children of the citizens. The law n. 91 of 1992 say that, until the age of eighteen, these persons enjoy the same rights of Italian minors, but once they have reached the age of majority, encounter serious difficulties in access to citizenship. Really, the Government and the ordinary courts have interpreted the legislative given more flexibly. However, to facilitate the purchase of citizenship on the part of the immigrants of second generation, it is necessary to amend the law of ’92 and overcome any equivalence between the be citizens and have Italian blood. In the course of the 17th legislature some proposals for the reform of the law have planned measures to facilitate access to the status civitatis for foreigners who were born in Italy and for those who have entered the Country at an early age. None of these initiatives has, however, been successful and will therefore be the new Rooms to decide whether to continue to ignore the reasons of the immigrants of second generation or act differently.

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