Giudice amministrativo ed economia

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Autore:
Follieri Enrico
Estratto Rivista

Diritto e processo amministrativo 1/2021

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Il contenzioso che riguarda il mondo delle imprese produttive e del mercato con l’amministrazione pubblica è oggetto di una disciplina processuale «privilegiata», con la previsione di «riti accelerati», dimezzamento di quasi tutti i termini processuali ordinari, attribuzione al giudice, per gli appalti pubblici, di poteri cognitori, decisori, istruttori e cautelari più ampi e incisivi. Alle liti che interessano il «mondo economico» fanno da contro altare quelle degli altri che subiscono se non disinteresse, ritardi nella definizione dei giudizi, per cui nel processo amministrativo avrebbe prevalenza la logica dello «scarto», di cui parla Papa Francesco e che si pone in contrasto con i diritti e i valori costituzionali (artt. 24, 103, 111 e 113 Cost.). Si affronta, quindi, l’ambito delle questioni riguardanti le imprese economiche, in relazione alla certezza delle regole nell’elaborazione giurisprudenziale del giudice amministrativo, trattando specificamente il termine massimo di 18 mesi stabilito per l’esercizio del potere di annullamento d’ufficio degli atti amministrativi sotto alcuni dei profili più rilevanti esaminati dalla giurisprudenza. L’analisi dimostra che la giurisprudenza è orientata verso soluzioni volte ad assolvere l’amministrazione dal rispetto del termine in contrasto con l’interesse pubblico della «certezza» stabilito dal legislatore a tutela (anche) dello stesso ordinamento. Vengono esposti altri orientamenti del giudice amministrativo in ordine al rispetto dei termini di conclusione del procedimento ed al giudicato, la cui forza ed immutabilità è messa in discussione. Dalla giurisprudenza amministrativa emerge il dato che il giudice considera ancora la pubblica amministrazione una parte da privilegiare, stendendo un velo pietoso sulle disfunzioni ed inefficienze, ritenendo così di proteggere l’interesse pubblico ma, in effetti, assecondando il mal costume amministrativo e compromettendo i principi stabiliti dall’art. 97 della Costituzione e dall’art. 1 della l. n. 241/1990 nonché la minima certezza che, a volte, il legislatore dà. Il risultato complessivo è l’inefficienza dell’amministrazione e la inutilità di qualunque riforma legislativa tesa a migliorare l’azione amministrativa.

Disputes concerning the world of productive enterprises and the market with the public administration are subject of «privileged» procedural rules, with the provision of «accelerated rites», halving of almost all ordinary procedural terms, and award to the court, for public contracts, of broader and more incisive cognitional, decision-making, instruction, and pretrial powers. Disputes concerning the «economic world» are contrasted by those of others who suffer, if not disinterest, delays in the definition of judgments; so, in the administrative process the logic of «deviation» would take precedence, the same «deviation» of which Pope Francis speaks and which contrasts with constitutional rights and values (articles 24, 103, 111 and 113 of the Italian Constitution). This paper, therefore, analyses matters concerning economic enterprises, in relation to the certainty of the rules in the preparation of the administrative case law, dealing specifically with the maximum period of eighteen months laid down for the exercise of the ex officio nullifying power of administrative acts in some of the most relevant aspects examined by the case law. The analysis shows that the case law is oriented towards solutions aimed to absolve the administration from compliance with the deadline, in contrast to the public interest of the «certainty» established by the Legislator to protect (also) the legal system itself. The essay sets out other guidelines of the administrative court regarding compliance with the deadlines for the conclusion of the proceeding and the judged, of which strength and immutability is questioned. It is clear from administrative case law that the court still considers the public administration as a party to be favored, without considering the dysfunctions and inefficiencies, in the belief of protecting the public interest. However, in this way, the administrative malformity is fulfilled and principles established by article 97 of the Italian Constitution and article 1 of Law no. 241/1990 are compromised, as well as the slightest certainty that, sometimes, the Legislator gives. The overall result is the inefficiency of the administration and the futility of any legislative reform intended to improve the administrative action.

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