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La giustizia disciplinare

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Autore:
Fresa Mario
Collana:

"Diritto e Professioni" 
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120,00 €
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Il Volume rappresenta il più completo e recente compendio sullo scottante tema della Giustizia disciplinare dei magistrati ordinari, in un quadro che in questi anni è profondamente mutato e che, dopo un primo periodo, caratterizzato dal perseguimento di condotte integranti illeciti formali, non connotate da un evidente e grave disvalore deontologico da parte del singolo, ma spesso sintomatiche di inefficienze del sistema e dei controlli (si pensi ai ritardi nel deposito dei provvedimenti giudiziari), si è sempre più marcatamente orientato verso il perseguimento di condotte sintomatiche di gravi deficit professionali, o gravemente scorrette o, peggio, caratterizzate dal mercimonio della giurisdizione e dal piegamento dei fini della giurisdizione ai propri interessi personali o comunque di parte. L’intervento approfondisce i molteplici aspetti teorici e pratici della materia, per i profili sostanziali, processuali e ordinamentali, con uno sguardo particolare alle criticità del sistema ed alle prospettive di riforma. La materia disciplinare è materia rovente e si presta a quotidiane polemiche politiche, giornalistiche e sociali. Per questo lo scopo del libro è di consentire a chiunque sia interessato, anche tra il pubblico dei non addetti ai lavori, di formarsi una opinione, non sulla base di parziali articoli di stampa o di propagande politiche, ma attraverso la documentazione tecnico-scientifica e l’opinione di un giurista che ha passato gran parte della sua vita professionale a fornire un contributo evolutivo alla materia stessa, sia per il profilo dottrinario che per il profilo giurisprudenziale.

L'AUTORE
MARIO FRESA, Magistrato dal 1987, ha svolto funzioni di Pretore, magistrato della segreteria del CSM, addetto al Massimario della Cassazione ove ha svolto l’incarico di referente informatico. Nel 2003 è stato eletto nel Comitato direttivo centrale dell’ANM e per tre anni è stato componente della Giunta esecutiva. Dal 2006 al 2010 è stato componente del CSM. Dal 2011 è sostituto Procuratore generale della Cassazione e per lunghi anni ha svolto le indagini ed i processi disciplinari di maggior rilevanza giudiziaria. È stato componente del Consiglio direttivo della Cassazione dal 2016 al 2020. Autore di numerosi libri in materia civile e disciplinare.

Indice

Presentazione di Vito Tenore XIII
Premessa dell’Autore XXI

Parte prima
Gli illeciti disciplinari

Capitolo I: La responsabilità del magistrato e i suoi doveri fondamentali
1. La responsabilità del magistrato nel sistema Costituzionale e nel Codice disciplinare del 2006
2. Il principio della tipizzazione dell’illecito disciplinare e i doveri fondamentali del magistrato
3. Il Codice etico dei magistrati e gli illeciti disciplinari nel Codice del 2006

Capitolo II: Gli illeciti disciplinari nell’esercizio delle funzioni
1. Gli errori di diritto e nella valutazione del fatto (art. 2, lett. g, h, l, m, ff, gg, gg bis)
1.1. La c.d. interpretazione abnorme e l’evoluzione giurisprudenziale
1.2. La grave violazione di legge determinata da ignoranza o negligenza inescusabile
1.3. Il travisamento dei fatti
1.4. L’emissione di provvedimenti privi di motivazione o con motivazione apparente
1.5. L’adozione di provvedimenti illegittimi, con lesione di diritti personali e di diritti patrimoniali
1.6. L’adozione di provvedimenti processualmente abnormi
1.7. L’emissione di provvedimenti illegittimi restrittivi della libertà personale
1.8. L’inosservanza della norma che disciplina il luogo di svolgimento dell’udienza di convalida e quello dell’interrogatorio del detenuto
2. I ritardi nel compimento degli atti relativi all’esercizio delle funzioni (art. 2, lett. q)
2.1. L’evoluzione giurisprudenziale in materia ed il principio del giusto processo
2.2. Il requisito della gravità
2.3. Il requisito della reiterazione
2.4. Il requisito della mancata giustificabilità
3. I comportamenti scorretti (art. 2, lett. a, d, e, cc)
3.1. I comportamenti abitualmente o gravemente scorretti nell’esercizio delle funzioni
3.2. I comportamenti che arrecano ingiusto danno o indebito vantaggio ad una delle parti
3.3. Le ingiustificate interferenze in attività giudiziarie
3.4. Le c.d. sentenze suicide
4. Le omesse comunicazioni agli organi competenti e gli illeciti propri dei capi degli uffici (art. 2, lett. b, f, dd, ee, s)
4.1. Le omesse comunicazioni delle situazioni di possibile incompatibilità parentale
4.2. L’omessa comunicazione al capo dell’ufficio di avvenute interferenze nell’attività giudiziaria
4.3. I doveri specifici a carico dei titolari di incarichi direttivi o semidirettivi e le relative omissioni
5. Le specifiche inosservanze a leggi, regolamenti o ordini di servizio (art. 2, lett. c, n, o, p, r, t)
5.1. La consapevole inosservanza dell’obbligo di astensione
5.2. La reiterata o grave inosservanza di norme regolamentari o di disposizioni sul servizio giudiziario
5.3. Il divieto della c.d. delega di giurisdizione
5.4. La sottrazione abituale ed ingiustificata all’attività di servizio
5.5. L’inosservanza dell’obbligo di residenza nel comune ove ha sede l’ufficio giudiziario di appartenenza
5.6. L’inosservanza dell’obbligo di reperibilità per esigenze dell’ufficio
6. Giustizia e informazione: un necessario bilanciamento tra valori costituzionali
6.1. La responsabilità disciplinare ed il riserbo (art. 2, lett. u, v, aa)
6.2. I limiti alle pubbliche dichiarazioni o interviste
6.3. Il divieto di sollecitare la pubblicità di notizie attinenti al proprio ufficio e di utilizzazione di canali informativi personali
6.4. L’illecita divulgazione di atti e le violazioni dei doveri di riservatezza

Capitolo III: Gli illeciti disciplinari fuori dell’esercizio delle funzioni
1. Premessa
2. L’uso della qualità di magistrato al fine di conseguire vantaggi ingiusti per sé o per altri (art. 3, lett. a)
3. L’uso strumentale della qualità di magistrato diretto a condizionare l’esercizio di funzioni costituzionalmente previste (art. 3, lett. i)
4. L’ottenimento di prestiti od agevolazioni da soggetti coinvolti in procedimenti (art. 3, lett. e)
5. Le frequentazioni ed i rapporti di affari non consentiti (art. 3, lett. b)
6. La partecipazione ad associazioni segrete o comunque comportanti vincoli oggettivamente incompatibili con l’esercizio delle funzioni giudiziarie (art. 3, lett. g)
7. L’iscrizione o la partecipazione sistematica e continuativa a partiti politici ed il coinvolgimento nelle attività di soggetti operanti nel settore economico o finanziario (art. 3, lett. h)
8. Lo svolgimento di attività incompatibili o pregiudizievoli (art. 3, lett. d)
9. L’assunzione di incarichi extragiudiziari senza la prescritta autorizzazione del Consiglio superiore della magistratura (art. 3, lett. c)
10. La rilevanza disciplinare delle c.d. «esternazioni» extrafunzionali dei magistrati

Capitolo IV: Responsabilità penale ed illeciti disciplinari
1. L’art. 4 del Codice disciplinare: quadro generale
2. Il rapporto tra gli illeciti disciplinari conseguenti a reato di cui all’art. 4 e quelli tipici di cui agli artt. 2 e 3
3. L’art. 4, lett. a) e l’art. 12, quinto comma, in relazione al principio di autonomia strutturale e funzionale dell’illecito disciplinare
4. Gli illeciti disciplinari conseguenti a reato e la casistica della giurisprudenza
5. Profili penali e disciplinari dei fatti della vita privata del magistrato
6. Profili penali e disciplinari delle c.d. esternazioni dei magistrati
Capitolo V: Scarsa rilevanza del fatto ed illeciti disciplinari
1. La scarsa rilevanza del fatto nell’interpretazione della dottrina
2. La scarsa rilevanza del fatto nella evoluzione della giurisprudenza
3. L’art. 3-bis e gli illeciti disciplinari conseguenti a reato previsti dall’art. 4

Parte seconda
Il procedimento disciplinare

Capitolo I: L’azione disciplinare del Ministro della giustizia ed i controlli
1. L’azione disciplinare in genere
2. La funzione ispettiva in genere
3. Il potere di alta sorveglianza del Ministro della giustizia
4. L’inchiesta amministrativa
5. Rapporto tra segreto investigativo e potere di sorveglianza del Ministro

Capitolo II: L’azione disciplinare del Procuratore generale della
Corte di cassazione e le indagini
1. Le regole del procedimento disciplinare
2. I titolari dell’azione: il Ministro della giustizia ed il Procuratore generale presso la Corte di cassazione
3. L’obbligo di comunicazione dei fatti di rilevanza disciplinare
4. La c.d. fase pre-disciplinare e le sommarie indagini preliminari del Procuratore generale
4.1. I termini di decadenza dall’azione disciplinare nella fase pre-disciplinare
5. La fase delle indagini
5.1. L’inizio del procedimento
5.2. La difesa dell’incolpato
5.3. La nullità degli atti processuali
5.4. La titolarità delle indagini e l’interrogatorio dell’incolpato
5.5. L’applicabilità delle norme del codice di procedura penale
5.6. L’acquisizione di atti coperti dal segreto investigativo
6. Il potere di archiviazione del Procuratore generale e la chiusura delle indagini
6.1. Il potere di archiviazione del Procuratore generale
6.2. La chiusura delle indagini: la richiesta di non luogo a procedere e la richiesta di farsi luogo all’udienza di discussione

Capitolo III: Le misure cautelari
1. Considerazioni generali
2. Le sospensioni cautelari
2.1. La sospensione obbligatoria dalle funzioni e dallo stipendio
2.2. La sospensione facoltativa dalle funzioni e dallo stipendio
2.3. La corresponsione dell’assegno alimentare
3. Il trasferimento cautelare
3.1. La previsione dell’art. 13, secondo comma, del Codice disciplinare
3.2. La previsione dell’art. 22, primo comma, ultimo periodo, del Codice disciplinare
4. La cessazione degli effetti delle misure cautelari
4.1. Le sospensioni cautelari
4.2. Il trasferimento d’ufficio
4.3. Il termine di efficacia delle misure cautelari

Capitolo IV: Il giudizio dinanzi alla Sezione disciplinare e le sanzioni
1. L’organo giudicante. Le incompatibilità. Astensione e ricusazione
2. Gli atti introduttivi ed il dibattimento
3. La sentenza
4. La cessata appartenenza all’ordine giudiziario
5. Le sanzioni
6. La sospensione dei termini e del procedimento
6.1. Considerazioni generali. La natura dei termini dell’azione disciplinare
6.2. Le singole ipotesi di sospensione del procedimento: la pregiudizialità penale
6.3. Il segreto investigativo e la sospensione nel corso delle indagini preliminari
6.4. La sospensione facoltativa in sede dibattimentale e la pregiudizialità civile e amministrativa
6.5. Le questioni incidentali e le altre cause di sospensione

Capitolo V: Le impugnazioni
1. La tutela in Cassazione e i provvedimenti impugnabili
1.2. I soggetti legittimati ad impugnare
2. Formalità e termini di presentazione del ricorso
2.1. La stratificazione normativa ed i problemi conseguenti
2.2. Le formalità ed i termini del ricorso nel nuovo quadro normativo
3. Il giudizio dinanzi le Sezioni unite civili della Corte di Cassazione
4. La revisione della sentenza
5. Il giudizio di rinvio
6. La riabilitazione
Prospettive di riforma

Appendice normativa
DECRETO LEGISLATIVO 23 febbraio 2006 n. 109 – Disciplina degli illeciti disciplinari dei magistrati, delle relative sanzioni e della procedura per la loro applicabilità, nonché modifica della disciplina  in tema di incompatibilità, dispensa dal servizio e trasferimento di ufficio dei magistrati, a norma dell’art. 1, comma 1, lett. f), della l. 25 luglio 2005, n. 150.
 REGIO DECRETO LEGISLATIVO 31 maggio 1946, n. 511 – Guarentigie della magistratura
LEGGE 24 marzo 1958, n. 195 – Norme sulla Costituzione e sul funzionamento del Consiglio superiore della Magistratura
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
settembre 1958, n. 916 – Disposizioni di attuazi one e di coordinamento della l. 24 marzo 1958, n. 195, concernente la costituzione e il funzionamento del Consiglio superiore della  magistratura e disposizioni transitorie
CODICE ETICO DEI MAGISTRATI ORDINARI, approvato dall’Associazione Nazionale Magistrati il 13 novembre 2010
Bibliografia
Indice analitico

Isbn
9788849545821
Nr. Volume
3
Formato
17
Nr. Pagine
XXVI+894
Mese Pubblicazione
Aprile
Anno Pubblicazione
2021