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Il presente volume offre quale particolare punto di osservazione del processo, e specialmente della domanda giudiziale, il ruolo svolto dal fatto. Le tipologie in cui lo stesso tradizionalmente si articola costituiscono, pur nella loro ambiguità semantica, la matrice organizzativa delle attività processuali, scandite da precisi oneri e rigide preclusioni: il fatto costitutivo presiede alla specificazione della domanda giudiziale e incide sull’organizzazione del rito, nella cui dinamica il perimetro fattuale necessario alla trattazione e alla decisione della lite è costruito sui fatti principali a quello correlati (modificativi, impeditivi, estintivi) e, in talune fattispecie, anche su fatti di difficile inquadramento nella tassonomia legislativa, idonei a incidere sull’entità o sul modo di essere dei fatti principali, che l’Autrice individua nella categoria dei fatti «secondari sostanziali». L’analisi è condotta alla luce dei molteplici profili che sollecitano una riflessione sul tema oggetto dell’indagine: dalle preziose elaborazioni dottrinali e giurisprudenziali di concetti cardine della teoria generale del processo, quali oggetto del giudizio e mutatio libelli, alle espressioni del contenzioso moderno difficilmente adattabili a un sistema che richiede una completa ed esauriente sostanziazione della domanda sin dagli esordi del giudizio. Un quadro di rivisitazioni rispetto alle quali l’esperienza francese si pone come significativo campo di indagine e di confronto sia per lo sviluppo originale e autonomo che in quell’ordinamento accompagna metodo ed elaborazione concettuale della categoria del fatto e del suo ruolo nel processo, che ha originato una nozione di oggetto della domanda in giudizio incentrata sul risultato economico o sociale perseguito non lontana da recenti acquisizioni della nostra giurisprudenza più innovativa, sia per la costante attenzione che in quell’ordinamento è rivolta ai rapporti tra imperativi di ordine ricostruttivo ed esigenze di funzionalità ed efficienza proprie di un sistema processuale attento a non chiudersi in rigide barriere preclusive in primo grado come anche in sede di appello.

L'AUTORE
Caterina Silvestri (Pescia, 1966) è professore associato della Scuola di Giurisprudenza dell’Università di Firenze, dove insegna Diritto processuale civile europeo e Sistemi processuali e tutela dei diritti. Nella stessa Scuola ha tenuto nel tempo i corsi di Teoria generale del processo e di Diritto Anglo-Americano; alla Scuola di Economia e Management dello stesso Ateneo è stata titolare del corso di Sistemi giuridici comparati. I suoi interessi sono da sempre rivolti al processo civile nella sua dimensione interna ed europea.

Indice

Capitolo I – L’elaborazione sostanziale del fatto e la sua proiezione in giudizio. Le difficoltà poste dall’incerta delimitazione delle categorie
1. Il fatto e la domanda in giudizio
2. Fatto e fattispecie: lineamenti
3. Il fatto nel «movimento» delle trasformazioni sostanziali. La qualificazione del fatto in funzione della sua efficacia
4. Il fatto nel «movimento» del giudizio. L’interazione progressiva tra fatto e norma nel dialogo tra le parti e il giudice
5. Il meccanismo logico che presiede all’interazione tra fatto e norma. Dal sillogismo alla circolarità giudiziale
6. Quali fatti per l’identificazione della domanda giudiziale. L’incerta dimensione del fatto costitutivo
7. Le difficoltà poste dalla distinzione tra fatti principali e fatti secondari: il fatto impeditivo, i fatti secondari «sostanziali»
8. La questione della delimitazione tra fatto costitutivo complesso e fatti rilevanti di grado inferiore
9. Dal fatto al rapporto sostanziale

Capitolo II – L’identificazione della domanda in giudizio. Dal fatto costitutivo al rapporto sostanziale. Evoluzioni
1. La valorizzazione del rapporto sostanziale. Tendenze interne ed europee
2. Cause complesse: processo come luogo di raccolta (o di acquisizione) dei fatti necessari per specificare la domanda e la prospettiva di una doppia causa petendi
3. Il processo e le incognite della tutela collettiva: l’utilità-funzionalità della domanda
4. La ridefinizione dell’equilibrio tra la posizione soggettiva lesa e i fatti posti a suo fondamento. Il pensiero di Cerino Canova e di Chizzini
5. L’identificazione della domanda mediante l’indicazione del diritto fatto valere. L’incertezza sul ruolo della causa petendi, id est del fatto costitutivo
6. Il ruolo della giurisprudenza. La revisione interpretativa delle regole del processo a seguito della costituzionalizzazione del principio di ragionevole durata
7. Le Sezioni Unite n. 12310 del 2015 e n. 22404 del 2018: dal fatto costitutivo alla «vicenda sostanziale ed esistenziale» dedotta in giudizio
8. Il «medesimo rapporto sostanziale» quale oggetto del giudizio: una revisione concettuale con cui la giurisprudenza italiana si confronta da tempo nella prospettiva Ue

Capitolo III – L’interazione tra fatto e processo nel sistema francese
1. Profili generali di un grande tema: i presupposti e gli sviluppi della concettualizzazione del fatto in Francia
2. L’atto e il fatto giuridici. Il fatto giuridico au sens large
3. La «concettualizzazione dei fatti»
4. Prospettive e funzioni del fatto nel processo civile: l’evidenza
5. L’allegazione e la prova. L’assenza di categorie di fatti a presiedere alla ripartizione di tali oneri
6. I fatti, la domanda originaria e le domande additionnelle. L’onere di allegazione
7. L’allegazione delle parti e la neutralità del giudice. La nozione di faits dans le débat
8. Il rilievo del fatto nella determinazione della chose jugée. La regola delle tre identità

Capitolo IV – La domanda in giudizio nel processo francese: l’objet, la cause e i moyen a suo fondamento
1. Le linee evolutive del sistema e piano dell’indagine
2. L’objet de la demande e l’objet du litige. Distinzione e connessione tra le due nozioni
3. La prospettazione funzionale dell’oggetto. L’ampiezza dei nova in primo grado e in appello
4. I nova in appello. Ammissibilità delle domande nuove entro gli «stessi fini» delle domande proposte in primo grado
5. La causa della domanda. I tre principali orientamenti dottrinali
6. La causa della domanda quale complesso di fatti. Da mihi factum, dabo tibi ius. La tutela della neutralità del giudice
7. La causa quale «fondamento giuridico della domanda»
8. La teoria mista: la causa quale fatto giuridicamente qualificato
9. Le difese in fatto e in diritto a sostegno della domanda: i moyen
10. Il quadro normativo concernente i moyen

Capitolo V – La prospettazione funzionale della domanda in giudizio. La prevalenza dell’oggetto sulla causa e il ruolo dei moyen nella giurisprudenza dell’Assemblée Plénière
1. Il potere-dovere del giudice di qualificare giuridicamente i fatti e gli atti del giudizio ai sensi dell’art. 12, c.p.c.: le tensioni tra teoria e prassi sul principio d’intangibilità dell’oggetto del giudizio da parte del giudice
2. La presa di posizione dell’Assemblée Plénière nel caso Césaréo. L’ampliamento della chose jugée, lo svuotamento del concetto di causa in favore dell’oggetto della domanda caratterizzato dalla funzionalità-utilità perseguita
3. I corollari del caso Césaréo: la concentrazione dei moyen
4. L’estensione degli effetti preclusivi del giudicato e la concentrazione dei moyen all’esame della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo
5. Il potere-dovere del giudice di rilevare d’ufficio i moyen. L’antefatto della pronuncia Dauvin: l’intervento del Conseil d’État in annullamento dell’art. 12, terzo comma, c.p.c.
6. La presa di posizione dell’Assemblée Plénière nel caso Dauvin. Il contesto culturale e metodologico della ripartizione dei poteri tra le parti e il giudice nel rilievo dei moyen nella relazione dell’Avvocato Generale
7. Il ruolo del giudice. Il dopo Dauvin
8. Considerazioni in margine alle pronunce Césaréo e Dauvin sulla nozione di causa della domanda e sul ruolo del fatto

Capitolo VI – La domanda in giudizio tra rigidezza del processo ed effettività della tutela. Il «ragionevole» contemperamento dell’interesse della parte che chiede giustizia con le esigenze di concentrazione e stabilità delle decisioni
1. L’epifania della estraneità nel sistema francese del fatto costitutivo ai fini della identificazione della domanda in giudizio. La centralità dell’oggetto della domanda nella riforma in vigore dal 1° gennaio 2020
2. La domanda in giudizio tra sostanziazione e organizzazione del rito sulla base di rigide preclusioni. La riforma introdotta con la l. 353 del 1990
3. Il «ragionevole» contemperamento delle esigenze di concentrazione delle attività processuali e stabilità delle decisioni con l’interesse della parte che chiede giustizia

Isbn
9788849543988
Formato
17x24
Nr. Pagine
240
Mese Pubblicazione
Ottobre
Anno Pubblicazione
2020